VIVISPETTACOLO 2025/2026
Lo spettacolo LE NOSTRE FOLLI CAPRIOLE NEL SOLE ha partecipato alla 16a edizione della rassegna SALVIAMO I TALENTI, ideato da Viviana Toniolo per promuovere progetti teatrali di giovani registi, attori ed autori e dare maggiore visibilità ai talenti nascosti nel nostro teatro, vincendo il Premio Attilio Corsini 2025 pertanto verrà prodotto dalla Compagnia Attori &Tecnici ed inserito nel cartellone 2025/2026 del Teatro Vittoria.
Martina è una bambina. Ha un costume intero da piscina e la maschera che le tiene su i capelli bagnati. Corre fuori dall’acqua e vede la cupola di una medusa morta. Valentino, anche lui bambino, le si avvicina. Ha i pantaloncini a pinocchietto e uno zainetto. I due si incontrano, per la prima volta, a dieci anni, l’ultimo giorno d’estate, su una spiaggia del litorale laziale, e l’ultima volta a diciannove, sempre su quella spiaggia. Due bambini, che davanti a una medusa morta si interrogano su cosa c’è dopo, dandosi molte più risposte di quelle che noi adulti abbiamo il coraggio di azzardare.
Anno dopo anno, si ritrovano in questa bolla che è Cincinnato, una frazione di Anzio fuori dal tempo. Martina vive lì anche durante l’anno, incastrata in una giostra di sogni e violenze che è la sua casa. Valentino viene dalla città e la raggiunge l’estate, accompagnato da una madre ansiosa che tenta di proteggerlo da tutto, impedendogli anche di crescere. Tutti gli anni li ritroviamo, l’ultimo giorno dell’estate, sulla spiaggia di Cincinnato: sempre più grandi, sempre più amici. Affrontano con quella leggerezza disarmante, che solo i bambini posseggono, le questioni che cerchiamo di valicare noi grandi. Ma cosa li accomuna? Cosa tiene insieme questi due piccoli adulti? Valentino non è mai entrato in acqua, schiacciato dalla paura, più della madre che sua, di annegare come è successo al padre. Martina vuole volare, scoprire le strade del cielo, così diverse dalle vie di Cincinnato. Cosa li unisce? Prima il coraggio, poi l’amore.
NOTE DI REGIA
Come recita “Fisherman’s Blues”: [So che sarò liberato/ Dai legami che mi attanagliano/ Che le catene appese intorno a me/ Cadranno finalmente/ E in quel giorno felice e fatale/ Sarò l’artefice della mia stessa guarigione/ Correrò su quel treno/ Sarò il pescatore] così anche loro cercano il coraggio di cambiare, di imparare a crescere.
La musica scandisce lo scorrere degli anni e una voce adulta, quella di Filippo Gili, ci accompagna nella loro crescita. Mentre Valentino e Martina crescono però I colori dei costumi, della scena e della vita vanno a sbiadire. Quando non bastano più i braccioli a tenerti a galla tutto quello che resta è l’altro.
Se si potesse scattare una fotografia di Martina e Valentino, li vedremmo come in una cartolina, di quelle con il bordo e una patina giallastra, con i secchielli in mano e la bandana in testa, immobili, felici, che guardano il mare davanti a loro, l’immensità luminosa che è la platea, e anche oltre.
“Meriti di vedermi tentare,
Meriti che io abbia coraggio da donarti,
Voglio nutrirti come mi hai nutrito tu,
Tutti questi anni.”