Liberamente tratto da R.L. Stevenson
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde nasce da un incubo che Stevenson si affrettò a trascrivere in modo febbrile. La storia di Jekyll e Hyde è fatta (e scritta) con la stessa sostanza di cui sono fatti gli incubi e lascia nel lettore un senso di inquietudine misto a esaltazione.
L’ossessione per gli esperimenti e l’ambiguo potere della scienza, gli sdoppiamenti di personalità e i rischi della repressione fanno di questo romanzo scritto nel 1886 una riflessione sulla natura umana che seduce anche i lettori di oggi. Basti pensare a queste parole sull’immaterialità del corpo:
“Cominciai a percepire, con una profondità mai raggiunta prima, la tremula immaterialità, l’indistinta transitorietà di questo corpo, all’apparenza così solido, che ci portiamo dietro. Scoprii che alcuni agenti chimici avevano il potere di squassare e sradicare questo involucro di carne, allo stesso modo in cui il vento spazza le tende di un padiglione.”