Di Arthur Miller
La famiglia Baum un tempo benestante, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora:
"Nel 1927, all’apice del boom, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni, tutto andò a catafascio."
(Arthur Robertson)
I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività.