Spettacoli

Aggiungiamo costantemente gli spettacoli più popolari e le novità più elettrizzanti con il carnet VIVISpettacolo. Al cinema e a teatro, c'è sempre una nuova emozione da vivere.

L'avaro immaginario
L'avaro immaginario
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto… È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, discendenti del grande filosofo Giordano Bruno), una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”. E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale, già cucinato, offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri durante il viaggio, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche), di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro, dove “tutto è finto, ma niente è falso”. Note di regia Il progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’, a sua volta originata dalla costatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova, il fatto che, dopo oltre quattro secoli, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita, si son tenute ovunque celebrazioni, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. In particolare, “L’ Avaro” e “Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana, dal momento che per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile. Enzo Decaro
10 date disponibili
19/03/2026 - 29/03/2026
Teatro Vittoria
NESSUNO - Le avventure di Ulisse
NESSUNO - Le avventure di Ulisse
VIVISPETTACOLO 2025/2026 STEFANO ACCORSI NESSUNO - Le avventure di Ulisse testo di Emanuele Aldrovandi diretto da Daniele Finzi Pasca scene Luigi Ferrigno costumi Giovanna Buzzi Siamo felici di annunciare il nuovo spettacolo con protagonista Stefano Accorsi, artista con cui abbiamo creato negli anni un vero e proprio sodalizio. Dopo il successo di “Giocando con Orlando” e “Decamerone. Vizi, virtù e passioni” di Marco Baliani, e di “Azul” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, Stefano Accorsi si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse. Lo spettacolo non sarà un semplice adattamento scenico, ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici. Nuovo Teatro prosegue dunque il proprio impegno nel promuovere e creare progetti di qualità capaci di affascinare e coinvolgere il grande pubblico. Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria. Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi fa tanto piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” ed ora affrontando “Nessuno” affineremo la nostra complicità. Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete. Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola. Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate. Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo. Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie? Nessuno risponderà. Daniele Finzi Pasca
6 date disponibili
18/03/2026 - 26/03/2026
Teatro Ambra Jovinelli
L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU'
L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU'
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Di Luigi Pirandello Regia Claudio Boccaccini Compagnia Ass. Cult. Pex Con Felice Della Corte, Caterina Gramaglia, Guido Goitre, Silvia Broggi, Riccardo Barbera. Unico lavoro di Pirandello ad avere i tipici caratteri comici della farsa, tratta la storia del professor Paolino, uomo in grande ambascia. Da tempo, infatti, lui è diventato l’amante segreto della signora Perella (madre d’un ragazzo cui impartisce lezioni private) per consolarla dalla solitudine e dall’abbandono in cui è lasciata dal marito, un brutale capitano di lungo corso, che si è fatto una seconda ed illegittima famiglia in un altro porto. Se nonché ora la signora Perella è incinta – e non certo di suo marito che non s’accosta più a lei da anni. Per evitare lo scandalo e il disonore della ‘virtuosa’ signora Perella c’è un solo mezzo: che il capitano, in arrivo alla sera e di nuovo in partenza il giorno seguente, non trascorra la notte barricato nella sua stanza – com’è solito fare – ma compia una volta tanto il suo dovere di marito. Se il signor Paolino, con l’aiuto del suo amico dottore riuscirà a somministrare furtivamente al riottoso lupo di mare un afrodisiaco che possa sortire il suo effetto, la virtù sarà salva, lo scandalo evitato e la morale trionferà. Una delle più comiche e feroci satire contro l’umanità e i suoi astratti valori. L’essere umano indossa una maschera che occulta la sua vera natura, ma viene giudicato per la maschera che indossa. È il paradosso borghese che Pirandello ha estremizzato in questo ‘apologo in tre atti’ come egli stesso lo definisce. L’ennesimo gioco delle parti e delle maschere annidato dentro una società che celebra il trionfo dell’ipocrisia e del perbenismo. L’amore come sentimento autentico, pulito e sincero è sporcato dallo stratagemma, poiché pur di mantenere “onore” e “rispettabilità” si abbraccia con spregiu
9 date disponibili
19/03/2026 - 29/03/2026
Teatro Nino Manfredi
VORTEX
VORTEX
VIVISPETTACOLO 2025/2026 dal 26 al 29 marzo tutti i giorni ore 20,45, domenica ore 18 VORTEX, testo e regia di Maurizio M. Ferrante. Direttore di scena Stefania Macchia. Luci di Claudio Canfora. Con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino. Il Novecento è stata l'epoca della cibernetica e della fantascienza distopica, letteratura che nei suoi maggiori autori si è occupata delle ripercussioni della tecnologia sull'individuo, dando spesso risposte negative, in favore del recupero delle pure facoltà umane, ottenebrate da un potere tecnologico che a tratti rasenta il diabolico. Nel nuovo secolo, il 2000, il futuro tanto immaginato nel Novecento, all'alba dell'Intelligenza artificiale, certi dubbi, inquietanti domande del passato, seppure ancora più pressanti, sembrano arrestarsi di fronte agli innegabili successi del progresso tecnico. Ed è da questa problematica che nasce l'idea di Vortex: un vortice ipnotico, un Potere che condiziona ogni volontà individuale, in nome di una superiore volontà di dominio, quella della tecnocrazia. La pièce si svolge nell’ufficio di un grattacielo di 500 piani di una metropoli moderna, protagonisti tre impiegati in una storia tra il surreale e il grottesco. Il grattacielo è la sede della Vortex. Al 500° piano del grattacielo c’è la Grande Macchina, un cervello artificiale che controlla tutte le “entità biologiche pensanti”… Però, ora, a causa di un'anomalia, la Grande Macchina… La Grande Macchina, pensata come i grandi calcolatori del Novecento, e i Supercomputer attuali loro eredi, ora si prospetta come AI, che “innocentemente” è presentata come un grande aiuto al lavoro e alla conoscenza umana, in virtù della sua grande capacità di calcolo. Ma la cibernetica del Novecento era interessata non solo a questo aspetto computazionale, ma soprattutto a creare una vera intelligenza, qualcosa che abbia “coscienza”. Nel momento in cui ciò avverrà, una nuova forma di vita sarà sul palcoscenico della natura e della storia. E nulla vieta congetturare che questa nuova forma di vita e coscienza non sia altro che una naturale evoluzione della natura, tesa al superamento dell'umano. E data la sua enorme potenzialità, è probabile che in un futuro prossimo giunga a sostituire l'uomo… Ma... ma ora, al 500° piano, nella Grande Macchina si è verificata un’anomalia… MAURIZIO M. FERRANTE, autore e regista, diplomato in regia cinematografica alla Libertà Università del Cinema di A. Leonviola e A. Lattuada. Ha scritto e diretto cortometraggi fiction indipendenti in 16mm e in video, presentati in diversi festival internazionali, e realizzato la regia di spettacoli teatrali, successivamente si è dedicato come freelance alla fotografia: moda, reportage e copertine di gruppi rock d’avanguardia italiani e inglesi. Nel 2001 primo classificato al Premio Sceneggiatura di Cinecittà. (nel 2019 per Ha pubblicato il romanzo Luci Fantasma, Asylum Press e L’Ordine delle Tenebre, Europa Edizioni.
4 date disponibili
26/03/2026 - 29/03/2026
Teatro Di Documenti
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