Spettacoli

Aggiungiamo costantemente gli spettacoli più popolari e le novità più elettrizzanti con il carnet VIVISpettacolo. Al cinema e a teatro, c'è sempre una nuova emozione da vivere.

IO VERGINE, TU PESCI?
IO VERGINE, TU PESCI?
VIVISPETTACOLO 2026/2027 Parlare d’amore senza buonismi, coniugando l’astrologia col teatro e col sorriso. Troppe lacrime, troppi sentimentalismi, troppi deliqui e pochi sentimenti. E questa povera, spremuta, sfottuta astrologia, invocata nel tentativo di trovare l’anima gemella nel mese fortunato! Chi vuol sentirsi raccontare, invece, attraverso i segni zodiacali il peggio del proprio carattere e delle proprie tanto accorate quanto nefaste scelte sentimentali? Il gioco allora si fa piccante e poco romantico. Decisamente sconsigliato a permalosi e casi di sindrome da crocerossina. In scena dodici segni come dodici tipi umani o dodici comiche, spietate maschere. L’applicazione dell’astrologia in ambito psicologico non è una novità, inizia con Jung e prosegue fino ai giorni nostri per una strada tempestata di scetticismi, puzze al naso e fastidi vari. Traslare il tutto dentro una confezione teatrale comica invece è decisamente nuovo. Alla domanda su quali siano i riferimenti di questo “astrocomico” monologo, la risposta fornita da Giuseppe Sorgi è stata: Miss Marple. Sì, avete letto bene: Miss Marple. La zietta, frutto del genio di Agatha Christie, valuta infatti la nostra specie secondo ‘tipi umani’, osservando gli sconosciuti e trovando in loro quei punti di somiglianza con quanti conosce personalmente. Con questo sistema, mentre sferruzza, zia Jane asciuga la vicenda giungendo all’essenza dei fatti. Seguendo la stessa logica, segno dopo segno, Giuseppe Sorgi mette in scena una guida pratica per affrontare e conoscere colui o colei che ci fa tanto palpitare il cuore o che il cuore lo essicca. Senza tralasciare noi stessi, però. E i nostri moventi. Perché abbiamo posato gli occhi su quella persona? Stiamo sperimentando finalmente un nuovo modo di affrontare una storia? Oppure riproponiamo per l’ennesima volta gli stessi, disastrosi, schemi amorosi di sempre?
2 date disponibili
06/11/2026 - 04/12/2026
Teatro Ghione
IL MALATO IMMAGINARIO
IL MALATO IMMAGINARIO
VIVISPETTACOLO 2026/2027 Dal 6 al 22 NOVEMBRE 2026 Venerdì e Sabato ore 21 IL MALATO IMMAGINARIO di Molière Versione di Carlo Emilio Lerici liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon Regia Carlo Emilio Lerici Con Edoardo Siravo e con Francesca Bianco, Roberto Tesconi, Gabriella Casali, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Giuseppe Cattani, Francesca Buttarazzi, Andrea Bezzi, Alessandro Pizzuto Musiche Davide Cavuti – Scene Giuseppe Lorenzo – Costumi Annalisa Di Piero Produzione TEATRO BELLI DI ANTONIO SALINES Il Malato Immaginario torna in scena come una macchina teatrale senza tempo, capace di attraversare i secoli e parlare con sorprendente lucidità al presente. La nuova produzione del Teatro Belli sceglie di abitare un luogo sospeso, un primo Novecento immaginario che non è semplice ambientazione storica, ma spazio mentale, simbolico ed emotivo. Un tempo di passaggio, fragile e instabile, proprio come il protagonista che lo abita. Argante, interpretato da Edoardo Siravo, è un uomo prigioniero della paura. Paura del corpo che cede, del tempo che passa, della morte che incombe. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi che questa paura la coltiva, la sfrutta e la trasforma in sistema. La loro pedanteria, unita alla pedanteria rituale della farmacista che somministra pozioni e clisteri come fossero cerimonie sacre, trasforma la casa di Argante in un tempio dell’assurdo, dove la cura è solo un altro modo per esercitare potere. La medicina e la farmacia, più che guarire, alimentano una dipendenza, creando un linguaggio incomprensibile che isola il malato dalla realtà. Molière ride, ma la sua risata è affilata: ciò che viene messo in scena non è solo l’inganno, ma il bisogno umano di delegare la propria fragilità a un’autorità esterna, che siano medici arroganti o avidi consanguinei. Al centro dell’azione si staglia Tognina, interpretata da Francesca Bianco. Serva, maestra, coscienza critica. È lei a muoversi tra le pieghe dell’inganno, a smontare la finzione con l’arma dell’intelligenza e dell’ironia. Erede diretta della commedia dell’arte, Tognina è la forza vitale che attraversa la scena, il principio di verità che si oppone alla paura. La regia di Carlo Emilio Lerici si muove lungo una linea chiara: restituire al classico la sua forza originaria, liberandolo dalla patina museale. Un teatro popolare e colto, leggero e necessario. Un teatro che diverte, ferisce, illumina. Un teatro che ci riguarda. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.
2 date disponibili
06/11/2026 - 07/11/2026
Teatro Arcobaleno
JE TE DONNERAI UNE VOIX
JE TE DONNERAI UNE VOIX
regia Emanuela Bolco con Hélène Sandoval canto Michelangelo Nari batteria: creazione e interpretazione Stefano Marazzi scritto da Hélène Sandoval Sandoval e Alexandra de Maussion Dietro le porte chiuse si consuma una tragedia silenziosa: il controllo coercitivo. Non si tratta soltanto di violenza fisica, ma di una progressiva erosione della libertà. Svelare i meccanismi di questa forma di violenza significa contribuire a riconoscere ciò che troppo spesso rimane invisibile e inaccettabile. Significa restituire alle vittime la possibilità di nominare ciò che hanno vissuto e, insieme, riappropriarsi della propria voce. Il progetto "Ti darò voce" ha preso gradualmente forma durante la pandemia, ispirato dall'esperienza personale di Hélène Sandoval. I periodi di lockdown hanno portato alla luce forme di violenza spesso difficili da riconoscere: abuso psicologico, controllo coercitivo, intimidazione, silenzi distruttivi, isolamento e violenza fisica. In Italia, la violenza nelle relazioni affettive continua a rappresentare una drammatica emergenza sociale. Eppure, molte vittime non osano parlare. La paura, l'isolamento, la vergogna e la progressiva perdita di fiducia in sè stesse possono impedire loro di chiedere aiuto. L'impegno di Hélène Sandoval nasce dalla volontà di rompere questo silenzio. La sua esperienza diventa così uno strumento di sensibilizzazione collettiva: portare alla luce i meccanismi della manipolazione psicologica e della violenza domestica significa aiutare a riconoscerli, prima che diventino normalità.
6 date disponibili
10/11/2026 - 15/11/2026
Teatro Belli
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