Spettacoli

Aggiungiamo costantemente gli spettacoli più popolari e le novità più elettrizzanti con il carnet VIVISpettacolo. Al cinema e a teatro, c'è sempre una nuova emozione da vivere.

L'INFINITO GIACOMO
L'INFINITO GIACOMO
VIVISPETTACOLO 2025/2026 VIZI E VIRTU’ DI GIACOMO LEOPARDI Ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere drammaturgia e regia Giuseppe Argirò Con Giuseppe Pambieri Musiche di Mozart, Bach, Beethoven, Chopin, Rachmaninov, Dvořàk Produzione CTM CENTRO TEATRALE MERIDIONALE SOC. COOP. “La scoperta di un Leopardi inedito, di un genio precocissimo, di un adolescente inquieto, di un’amante appassionato, di un uomo che ha il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. L’umanità irriverente del poeta e il suo spirito dissacrante, sono al centro di questo viaggio attraverso le sue opere: l’Epistolario, lo Zibaldone, gli scritti filosofici e politici, le Operette Morali e i Canti. Il ritratto di un’artista senza tempo, aldilà di ogni regola, creatore di eterna bellezza.” G.A. “L’imperfezione del genio, in tutta la sua irregolarità, conduce alla solitudine, a un pellegrinaggio estenuante nell’universo. Leopardi è un re senza regno, è Amleto che arriva oltre il limite del conoscibile, supera la coscienza affermando la vita nel suo groviglio inestricabile di bene e male; per il genio tutto è noia, è tedio incommensurabile. Il poeta di Recanati, con lucido disincanto, affonda a piene mani nella verità e ne trae la radice del dolore. È inutile chiedersi a che punto sia la notte; la notte non finisce… mai. I regni, i globi, i sistemi, i mondi, non sono che una pallida rappresentazione del pensiero dell’uomo, ma l’anima giace nelle profondità ed è a tutti invisibile tranne al poeta che può profanare il suo mistero e consegnarlo all’uomo. Leopardi, affettuosamente Giacomo, nel nostro viaggio, non appare così distaccato e lontano dai piaceri terreni, non ci sembra affatto disinteressato a ciò a cui aspira la gente comune. Giacomo è vulnerabile, ansioso, riservato, schivo, eppure è pervaso da un desiderio inesauribile di vita. Giacomo è goloso, non può fare a meno di dolci, cioccolata, paste alla crema e gelati. In questo ricorda Mozart, altra creatura divina nella sua sregolatezza. Non a caso alcune delle sue più scandalose composizioni, fanno da contrappunto agli aneddoti più divertenti della vita di uno dei massimi autori italiani. La biografia romanzata che esce fuori dalle pagine dell’Epistolario e dello Zibaldone, ci aiuta a costruire un ritratto singolare ed inedito del nostro poeta. Leopardi, con grande sincerità, confessa le sue paure come la sua fobia per l’acqua, un fastidio che giungerà al parossismo e alla comicità, culminando nel rifiuto del bagno almeno settimanale. Non mancano gli spunti divertenti per riflettere sul suo rapporto con l’eros e la sessualità. Nelle sue stesse parole, il desiderio di una vita normale, è incessante: il dono della poesia appare spesso come una maledizione divina che lo segna come diverso, lo condanna a una sofferenza eterna e lo affranca contro ogni sua volontà dal mondo che lo circonda. Ecco, questa è la figura dilaniata, spesso scissa, combattuta e afflitta che la parola non può contenere. Leopardi non è tutto nella sua poesia. La sua ricerca affettiva attraversa i secoli e incontra una disperata umanità che per sopravvivere alla storia che avanza, non può che stringersi in una solidarietà reale che diventa l’unica possibilità di sopravvivenza, ancora oggi per tutti noi.”
4 date disponibili
16/04/2026 - 19/04/2026
Teatro Arcobaleno
CALIGOLA
CALIGOLA
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Caligola – Damnatio Visionis nasce dal testo di Albert Camus, nella sua stesura più poetica, più rarefatta, più visionaria. Un testo che non racconta la cronaca di un imperatore, ma esplora il vuoto, l’assoluto, l’abisso di senso e di potere. L’allestimento prende vita sulla riva settentrionale del lago di Nemi, presso Roma, luogo carico di memoria e mistero. Proprio qui Caligola fece costruire due navi cerimoniali in onore della dea Diana — navi gigantesche, portatrici di templi galleggianti. Affondate per secoli, rimosse dalla storia, non citate da alcun autore romano, eppure esistite, recuperate e poi nuovamente perdute nel fuoco. Un destino che parla già di cancellazione, rimozione, damnatio memoriae. Accanto a questo materiale drammaturgico e simbolico, si innesta una scelta scenica radicale: un ledwall di cinque metri per otto domina la scena. Non è sfondo. È materia viva, cuore pulsante. Costruisce un percorso visivo immersivo, fatto di immagini, riprese, apparizioni, archivi, strappi. Una visione che assedia, che resiste alla cancellazione. Il titolo — Caligola – Damnatio Visionis — fonde due idee: il Caligola di Camus, e una condanna non al nome, ma all’immagine. Nell’antica Roma, la damnatio memoriae era la condanna al vuoto: il nome scalpellato, il volto distrutto, il ricordo bandito. Ma questa condanna fallisce. Fallisce sempre. Perché la memoria è instabile, e la visione non obbedisce. Il nostro Caligola non è un corpo. È una presenza visiva. È ciò che torna anche quando lo si vuole dimenticare. È ciò che riappare quando credevamo di averlo eliminato. Le proiezioni non illustrano. Feriscono. Le immagini non spiegano. Riaprono. Caligola – Damnatio Visionis è anche uno spettacolo nello spettacolo, una installazione teatrale, una drammaturgia visiva parallela, dove i materiali video diventano carne, tempo, rovina. Questa è la storia di ciò che non si può uccidere: dell’immagine che sopravvive alla censura, della visione che rifiuta l’oblio, del potere che, nel tentativo di distruggere se stesso, si eternizza come icona. Come scriveva il filosofo inglese George Berkeley: Esse est percipi — essere è essere percepito. E allora, se essere significa essere visti, Caligola – Damnatio Visionis è il fallimento dell’oblio. Perché ciò che è stato visto non può più essere non visto. La memoria è fragile. Ma la visione è ostinata. E Caligola, forse, è ancora lì. Dietro lo schermo. Dentro di noi.
3 date disponibili
23/04/2026 - 25/04/2026
Teatro Ghione
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